descrizione iniziale
della fauna
Nome
scientifico: Cynthia cardui
Famiglia: Ninfalidi
Specie legata a spazi aperti, eliofila e migratrice.
A seconda dei climi presenta una o più generazioni annue, dalla primavera
alla tarda estate, e si riproduce anche alle nostre latitudini, tramite individui
che giungono annualmente dalle zone più calde. La sua fama è dovuta
al fatto di essere una notevole migratrice che può compiere degli spostamenti
enormi. Le sue abitudini la portano a frequentare soprattutto terreni incolti
e prati fioriti, in località molto calde ed assolate, ma anche radure
e margini dei boschi, come pure giardini e parchi urbani, sia in pianura che
in montagna, fino al limite estremo della vegetazione. Periodo di volo: aprile-ottobre.
Piante nutrici: Carduacee, Urticacee, Malvacee, ma anche Trifolium, e Achillea.
Nome
scientifico: Culex pipiens
Famiglia: Culicidi
Taglia : Secondo le specie la loro lunghezza varia fra i 3
e i 15 mm
Habitat : le larve vivono nell'acqua, generalmente stagnante.
Sono cosmopolite e particolarmente abbondanti nelle regioni umide.
Caratteristiche: hanno apparato boccale succhiatore-pungitore,
occhi composti e antenne dotate di peli, molto lunghi e folti nei maschi; il
primo paio di ali è coperto di squamette lungo le nervature, mentre il
secondo è trasformato in bilanceri, che sono i principali organi di controllo
del volo; le zampe sono lunghe ed esili.
Nome scientifico: Charaxes jasius
Lunghezza ala anteriore 36-52 mm.
Distribuzione in Italia: Zone costiere della penisola e delle
isole.
Habitat: Specie xerotermofila, frequenta le radure della macchia mediterranea,
dal livello del mare fino a circa 800 metri s.l.m.
Generazioni annuali: Due con sfarfallamento degli adulti in
giugno e agosto-settembre.
Descrizione: Colore bruno scuro. Ali anteriori con bordo concavo,
una larga fascia marginale arancio attraversata dalle nervature nere e una serie
di spazi premarginali sfumati dello stesso colore. Posteriori con bordo dentato
nero, due code nere in corrispondenza della terza nervatura mediana e della
seconda
Nome scientifico: Pimelia bipunctata
Famiglia:Tenebrionidi
Habitat: tipico dei litorali sabbiosi
Taglia: forma e dimensioni assai diverse (da meno di 1 mm a
ca. 15 cm).
Caratteristiche: Buoni camminatori, si aggirano lentamente
tra la vegetazione ed i detriti specialmente all'imbrunire o nei giorni meno
assolati; preferiscono invece rimanere al riparo durante le giornate più
calde. Le larve, di forma variabile ma per lo più allungata, vivono nel
terreno, su ed entro i vegetali, in acqua; possono avere tre paia di zampe più
o meno sviluppate, oppure esserne completamente prive. In esse non sempre si
possono distinguere il capo, il torace e l'addome.
Nome Scientifico: Pontia daplidice
Famiglia: Lepidotteri
Caratteristiche: Le ali degli esemplari maschi sono gialle,
mentre quelle delle femmine sono bianche con riflessi verdi.
Nome scientifico: Scarabaeus laticollis
Famiglia : Scarabeidi.
Taglia: Lo scarabeo sacro (Scarabaeus sacer) è lungo
sino a 3,5 cm.
Lo scarabeo ercole può superare i 16 cm di lunghezza.
Caratteristiche : Il maschio è fornito anteriormente
di due vistose protuberanze curvate in senso inverso quasi a formare una tenaglia;
la femmina è molto più piccola; le sue larve si trasformano in
ninfe solo dopo alcuni anni e si cibano del legno in decomposizione nel quale
vivono. Comune in Italia è lo scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis)
il cui maschio, lungo circa 5 cm e dal colore bruno scuro, presenta un corno
ricurvo sul capo.
Habitat : lo scarabeo sacro è comune nei luoghi assolati
e sulle spiagge; fabbrica con lo sterco dei mammiferi delle sfere che poi trasporta
e seppellisce
Nome Scientifico:Oryctes nasicornis
Famiglia:Scarabeidi.
Habitat:vive nei boschi, ma anche nei parchi cittadini.
Taglia: può superare i 4 cm di lunghezza.
Caratteristiche:Caratterizzato da un vistoso dimorfismo sessuale:
il maschio infatti reca sul capo un "corno" che manca nelle femmine.
Di colore marrone fulvo.
Nome scientifico: Callophrys rubi
Famiglia: Lycaenidae:
Habitat: Limite dei boschi, prati e radure del piano basale
e montano fino a oltre 2000 metri s.l.m.
Generazioni annuali: Una sola con sfarfallamento
degli adulti in aprile maggio.
Presente un piccolo androconio ellittico di colore grigiastro nelle ali anteriori.
La tecla del rovo è un piccolo licenide che vola da marzo a maggio nei
terreni accidentati tra ginestre ed eriche. Caratteristica è la colorazione
verde della pagina inferiore delle ali, lunghezza ala anteriore 14-16 mm.
Specie subnemorale, sciafila, a scarsa tendenza migratoria. Periodo di volo:
aprile-giugno. Piante nutrici: Ginestra, Spartium, Rubus, Cornus, ma anche Medicago
e Trifolium. Comune in collina, meno comune in pianura.














ubitale,
una larga fascia marginale arancio sfumata di giallo, attraversata dalle nervature
nere e preceduta da alcuni spazi azzurri.
E’ una delle farfalle più belle e più grandi che esistano
in Italia, con un’apertura alare che può arrivare a otto centimetri.
L’entomologo Enrico Stella, in un documentario eccezionale, ha mostrato
la Jasio in tutto il suo splendore e ha spiegato come si fa ad attirarla: basta
posare da qualche parte, nella macchia dove ha i suoi rifugi, un bicchierino
di birra, di vino e di alcolici più pesanti. Lei arriva subito e srotola
la sua cannuccia per tuffarla nel liquido che la inebria. Beve, beve e quando
se ne va è molto difficile per chi la osserva capire se è ubriaca
o no, perché le farfalle quando volano vanno sempre a onde anche se sono
sobrie.
Alimentazione:
Il regime alimentare, tanto degli adulti quanto delle larve, è quanto
mai vario, essendovi specie fitofaghe, zoofaghe, coprofaghe, onnivore, ecc.
Riproduzione: giugno-luglio è il periodo in cui le larve
arrivano a maturazione. Le larve sono dotate di arti toracici.
per nutrirsene o deporvi le uova; la larva si nutre della pallottola stessa.
Alimentazione: La sua alimentazione è costituita da
vegetali.
Curiosità : Nell'antico Egitto lo scarabeo era un simbolo
solare per la sua origine misteriosa: si riteneva infatti, come scrive Plutarco,
che non esistessero femmine e che il maschio depositasse il suo seme in una
palla di sterco che poi rotolava da oriente a occidente finché da essa
nasceva il nuovo scarabeo. Il suo nome, hpr (colui che viene all'esistenza prendendo
una data forma, da cui "essere" e insieme "divenire"), designa
anche il sole che sorge, in contrapposto ad Atum, il sole che tramonta. Per
questo suo significato lo scarabeo, riprodotto in vari materiali (pietre dure,
steatite invetriata, calcare, faïence), acquista grande importanza come
amuleto e fa spesso parte del corredo funerario. Assai spesso aveva anche il
fine utilitaristico di sigillo e veniva portato appeso al collo
o incastonato in un anello. Particolare importanza acquista quindi la parte
inferiore piana (che è appunto quella che, impressa su bolli di argilla,
sigillava vasi, cofani o lettere) su cui, a partire dal primo periodo intermedio,
era incisa un'iscrizione geroglifica (nomi di privati, di sovrani o di divinità,
voti augurali spesso espressi crittograficamente) o un disegno, talora geometrico.
Altri scarabei di dimensioni maggiori, recavano invece iscrizioni commemorative
di particolari avvenimenti. Interessanti i cosiddetti "scarabei del cuore",
che venivano posti sul petto dei defunti e sui quali era incisa la formula XXX
del Libro dei Morti, che si credeva assicurasse l'immortalità di colui
che la possedeva. Scarabei egizi si diffusero nel mondo greco ed etrusco tra
il sec. VIII e il VI a. C. e sono molto comuni nelle tombe e nei santuari.
Alimentazione:
Le femmine spesso si nutrono del sangue dei Mammiferi e anche di altri animali
compresi alcuni insetti; i maschi si cibano sui fiori di sostanze zuccherine;
varie specie parassite dell'uomo sono portatrici di germi causa di varie malattie,
alcune molto gravi (malaria, elefantiasi, febbre gialla, ecc.). La più
nota è la zanzara comune (Culex pipiens), fastidiosa ma innocua; diffuse
sono anche le varie specie di Anopheles, la maggior parte delle quali trasmette
varie malattie, tra cui le ben note malarie. Le anofeli si distinguono dalle
altre zanzare per la posizione del corpo quando si posa e cioè con l'asse
maggiore parallelo al sostegno.
Riproduzione:Le femmine depongono le uova nell'acqua: la maturazione
nelle specie ematofaghe si verifica soltanto se la femmina ha ingerito sangue.