Non
lontano da Torre Colimena, si estendono le Saline antiche. Si tratta di una
depressione sabbiosa con caratteristiche fisiche e biologiche proprie, che un
tempo è stata fonte di risorse naturali economiche.
La Salina dei Monaci si stende a ridosso del tratto di dune litoranee, collegata
al mare da uno stretto canale scavato nella roccia della scogliera. Il complesso è
accatastato nel territorio di Manduria.
La salina ha sempre suscitato l'interesse delle nostre genti che per molti secoli
hanno qui raccolto il sale occorrente per le loro attività e i loro bisogni
alimentari, divenendo oggetto di contesa, con alterne vicende fra gli abitanti
dei paesi vicini.
Questa bassa laguna litoranea che, durante le mareggiate, veniva allagata dal
mare ha offerto agli abitanti "l'oro bianco", tanto utile ed ambito
da essere scambiato con ogni altra merce. La raccolta era ripetuta due volte
l'anno.
1731
Il 1731 fu uno dei primi anni documentati della raccolta del sale nella zona
chiamata "La Salina". Il sale raccolto non era come quello che oggi
si raccoglie; era il cosiddetto sale nero.
1732
Già dopo un anno dall'inizio della raccolta del sale, la Salina cominciò
ad assumere l'odierno aspetto, quello di un vero e proprio bacino per la raccolta
del sale con verdeggianti colline sabbiose che vanno verso il mare.
Non lontano da Torre Colimena, si estendono le Saline
antiche. Si tratta di una depressione sabbiosa con caratteristiche fisiche e
biologiche proprie, che un tempo è stata fonte di risorse naturali economiche.
La salina dei monaci si stende a ridosso del tratto di dume litoranee, collegata
al mare da uno stretto canale scavato nella roccia scogliera. Il complesso è
accatastato nel territorio di Manduria.
1874
Il 14 ottobre il consiglio comunale di Avetrana autorizzò Davide Parlatano a
presentarsi all'ufficio del registro di Sava per far saltare l'asta che metteva
di nuovo in vendita la Salina, dal momento che il Comune di Avetrana era soltanto
moroso e stava provvedendo a risarcire la Società delle rate non versate.
Fine 1800
Già dal 1882 il Parlamento cominciò ad occuparsi della malaria
e votò la legge per il prosciugamanto delle paludi del Regno. Dato
che in quel periodo la Salina apparteneva ad Avetrana, e Avetrana non era
beneficiata da quella legge, la Salina sfuggi alla grande stagione di bonifica.
1940 - 1950
Nel corso degli anni '40 la Salina dei Monaci fu oggetto dell'intervento di
"bonifica". La bonifica, grazie al cielo!, è stata però
lieve, infatti la nostra salina continua a regalarci squarci di irripetibile
bellezza e suggestione.
1960
- 1970
In questi anni, la costruzione della S.P. Jonico-Salentina n. 90, l'intensivo
e disordinato sviluppo turistico della zona hanno creato notevoli problemi ambientali,
in particolare: 1) distruzione delle dune litoranee prospicienti il sito; 2)
distruzione della macchia mediterranea presente nella zona campestre edificata;
3) inquinamento falde sotterranee; 4) utilizzo della Salina stessa come campo
di calcio, soprattutto nel periodo estivo.
A ciò si aggiunga la presenza di bracconieri che spesso ha determinato
la scomparsa dell'avifauna migratoria. Solo negli ultimi anni l'amministrazione
comunale, di concerto con la regione Puglia, è intervenuta a tutela della
zona con diversi provvedimenti tra cui l'istituzione dell'Area protetta delle
Saline di Torre Colimena.